Sappiamo quanto il linguaggio sia espressione della cultura di un popolo, e quanto influenzi il modo in cui le persone percepiscono il mondo, interagiscono con gli altri, fanno esperienza di concetti come il tempo. Un nuovo paper pubblicato da un team di ricercatori australiani sul Journal of Comparative Economics ha messo in correlazione il modo in cui una lingua si riferisce al futuro e le conseguenze in fatto di comportamenti e politiche per l’ambiente.
I risultati indicano che chi parla una lingua priva di tempi verbali per il futuro, come il finlandese o il tedesco, ha una coscienza ecologica più sviluppata di chi pratica lingue come lo spagnolo, il francese, l’inglese o l’italiano, che invece hanno specifiche coniugazioni. Secondo la ricerca, il passaggio da una lingua present-tensed a una future-tensed fa diminuire la propensione individuale a contribuire alla salvaguardia dell’ambiente di circa il 20%, e la disponibilità a finanziare politiche green attraverso le tasse del 24%. A livello nazionale, le normative più severe si troverebbero proprio nei Paesi con lingue present-tensed.
Tali differenze avrebbero una motivazione di matrice culturale. Parlare del futuro come fosse presente (è quello che accade per le lingue present-tensed) probabilmente rafforza nelle persone la consapevolezza che il domani sia vicino, quindi meritevole di essere considerato e indirizzato oggi. Questo spiegherebbe perché le persone sono più pronte a sopportare i costi delle misure pro-sviluppo sostenibile, oppure pagare di più per prodotti green. Le conclusioni sono tuttavia parziali, ed è difficile estenderle a culture come i Pirahã in Amazzonia, gli Hadza in Tanzania o il cinese mandarino, che non distinguono presente e futuro nelle rispettive coniugazioni verbali.
Possiamo comunque trarre alcune indicazioni interessanti per la comunicazione delle campagne a sostegno dell’ambiente. Nei Paesi future-tensed, ad esempio, potrebbe essere più efficace un tono di voce particolarmente urgente e pressante, che possa mitigare gli effetti della lingua descrivendo i pericoli dei cambiamenti climatici nel modo più preoccupante possibile. Attenti però a non esagerare nella comunicazione del rischio: si potrebbero alimentare in chi ascolta sospetti, paure e opposizione, ovvero generare una risposta di segno del tutto opposto.
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